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Prezzi fotovoltaico: a febbraio 2026 fino a +13%

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Dopo il minimo storio dello scorso agosto 2025, i prezzi dei pannelli fotovoltaici nel 2026 sono in leggero aumento: un trend che dovrebbe registrare una decisa impennata in conseguenza della probabile crisi energetica, dell’aumento dei costi generali, dei carburanti che hanno effetti anche sul trasporto e dell’inflazione come effetti della guerra in medio oriente.

Nel corso del 2025, con più precisione ad agosto, il prezzo dei pannelli fotovoltaici ha toccato il suo minimo storico. Secondo l’analisi dell’indice mensile dei tedeschi di pvXchange Trading, il trend del mese di febbraio 2026 segna una decisa risalita, con un aumento che si spinge fino al 13% in più rispetto al mese scorso per i moduli ad elevata efficienza.

Gli aumenti non sembrano collegati a costi più elevati delle materie prime o a cambiamenti nei sussidi cinesi all’esportazione. Al contrario, i prezzi dei wafer sono nuovamente diminuiti durante il mese, mentre i prezzi dell’argento hanno continuato a normalizzarsi. Gli aggiustamenti di prezzo sembrano riflettere gli sforzi dei produttori per migliorare i margini dopo un lungo periodo di perdite. Gli approcci differiscono: alcuni fornitori introducono aumenti graduali e altri che implementano incrementi a un solo passo dal 20% al 30%.

Secondo alcuni analisti però il peggio deve ancora arrivare. Dopo 20 giorni di guerra in Medio Oriente, oltre al blocco dello stretto di Hormuz c’è una esclation del conflitto che ha preso di mira numerosi centri di produzione, stoccaggio e produzione di fonti fossili (petroio, metano e raffinerie), da entrambe le parti. Il recente bombardamento Israeliano allo Hub iraniano di South Pars che attinge ad uno dei giacimenti più grandi al mondo di gas metano, si aggiungerà ad obiettivi simili che verranno presi di mira dall’Iran.

Il risultato è duplice: da un lato continua l’aumento del prezzo del petrolio e del costo dei carburanti che fa salire sempre più rapidamente il costo dei trasporti di ogni bene; dall’altro potrebbe determinarsi a breve una carenza di gas metano utilizzato anche per la generazione di energia elettrica, soprattutto in alcuni paesi europei. L’aumento dei costi della produzione e della movimentazione dei pannelli fotovoltaici sarà un effetto inevitabile, anche se la guerra in medio oriente dovesse fermarsi immediatamente.

Fonte: pvxchange.com

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