{"id":731,"date":"2026-04-13T17:20:07","date_gmt":"2026-04-13T15:20:07","guid":{"rendered":"https:\/\/nelsole.it\/?p=731"},"modified":"2026-04-16T16:11:29","modified_gmt":"2026-04-16T14:11:29","slug":"vulnerabilita-geopolitica-quanto-pesano-le-tensioni-internazionali-sulla-nostra-bolletta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nelsole.it\/index.php\/2026\/04\/13\/vulnerabilita-geopolitica-quanto-pesano-le-tensioni-internazionali-sulla-nostra-bolletta\/","title":{"rendered":"Vulnerabilit\u00e0 geopolitica: quanto pesano le tensioni internazionali sulla nostra bolletta"},"content":{"rendered":"\n<p><br>\u00b713 apr 2026<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>Analisi Trimestrale del Sistema Energetico Italiano<\/strong>\u00a0per l&#8217;anno 2025, redatta dall&#8217;<strong>ENEA<\/strong>, documenta una fase di profonda incertezza e\u00a0<strong>stagnazione nel percorso di transizione ecologica<\/strong>. Nonostante una lieve ripresa economica, i\u00a0<strong>consumi energetici<\/strong>\u00a0rimangono pressoch\u00e9 fermi sia in Italia che nell&#8217;Unione Europea, frenati da costi ancora elevati e dalla\u00a0<strong>crisi dei settori industriali<\/strong>\u00a0pi\u00f9 energivori.\u00a0Per chi non lo sapesse, l&#8217;ENEA \u00e8 l&#8217;<strong>Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile<\/strong>. Si tratta di un ente di diritto pubblico che opera nel campo della ricerca, dell&#8217;innovazione tecnologica e della prestazione di servizi avanzati alle imprese, alla pubblica amministrazione e ai cittadini nei settori dell&#8217;energia, dell&#8217;ambiente e dello sviluppo economico sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Transizione energetica: l&#8217;Italia tra obiettivi ambiziosi e una realt\u00e0 che non accelera<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;analisi di come \u00e8 andato il  2025 ci consegna l\u2019immagine di un sistema energetico italiano, e pi\u00f9 in generale europeo, in una<strong> fase di stallo<\/strong> che desta non poche preoccupazioni. Nonostante una crescita del PIL stimata nell&#8217;area euro all&#8217;1,6%, i consumi energetici restano stagnanti da ormai tre anni. Il principale freno \u00e8 rappresentato dai prezzi che rimangono strutturalmente elevati. Sebbene si possa pensare il contrario, <strong>il mancato aumento dei consumi non \u00e8 una buona notizia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, in Italia, il calo dei consumi energetici primari e finali (rispettivamente  -0,8% e -1%) registrato nel 2025 non \u00e8 purtroppo il risultato di una maggiore efficienza strutturale, bens\u00ec <strong>lo specchio di una sofferenza industriale<\/strong>. La riduzione della domanda \u00e8 infatti quasi interamente riconducibile alla contrazione dell&#8217;industria petrolchimica, che ha segnato un crollo del 37%, e dei settori &#8220;energy intensive&#8221; (quelli che hanno un elevato utilizzo di energia, per esempio acciaierie e fonderie), la cui produzione risulta inferiore di oltre il 10% rispetto alla media della manifattura. <\/p>\n\n\n\n<p>Sul fronte delle fonti rinnovabili, il bilancio \u00e8 chiaroscuro. Se da un lato <strong>il 2025 ha fatto registrare record storici per la produzione di fotovoltaico ed eolico <\/strong>(oltre 44 TWh complessivi), dall\u2019altro il calo della produzione idroelettrica ha zavorrato il risultato complessivo, con il suo dato del -21%. La quota di FER (<em>Fonti Energetiche Rinnovabili<\/em>) sui consumi finali in Italia si attesta intorno al 20%, un dato significativamente inferiore al 25% previsto dal PNIEC per l&#8217;anno appena trascorso. Anche qui, una nota per spiegare l&#8217;acronimo: il <strong>PNIEC<\/strong> \u00e8 il <strong>Piano Nazionale Integrato per l\u2019Energia e il Clima<\/strong>. Si tratta del documento programmatico che definisce la strategia e gli obiettivi dell&#8217;Italia in materia di decarbonizzazione, fonti rinnovabili ed efficienza energetica con l&#8217;orizzonte temporale fissato al <strong>2030<\/strong>. Tornando al rapporto, per raggiungere i target al 2030, la velocit\u00e0 di installazione e di riduzione delle emissioni dovrebbe ora triplicare, richiedendo tagli annui della CO2 nell&#8217;ordine del 6-7%, ritmi visti finora solo in anni eccezionali come quelli della pandemia o della grande crisi finanziaria.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione della competitivit\u00e0 resta il vero nodo critico per il sistema Paese italiano. <strong>L\u2019Italia continua a pagare l\u2019energia elettrica a prezzi sensibilmente pi\u00f9 alti dei suoi partner europei<\/strong>: la media del PUN (Prezzo Unico Nazionale) nel 2025 \u00e8 stata di 116 \u20ac\/MWh, contro i 90 \u20ac della Germania e i 61 \u20ac della Francia. Questa discrepanza \u00e8 alimentata anche dalla scarsa frequenza di ore a prezzi nulli o negativi, un fenomeno ormai comune in Europa grazie all&#8217;eccesso di offerta rinnovabile, ma ancora quasi assente nel mercato italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Le principali criticit\u00e0 che emergono da questa analisi possono essere cos\u00ec sintetizzate:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Lontananza dai target 2030:<\/strong> Il gap sugli obiettivi di efficienza e rinnovabili \u00e8 ampio e richiederebbe ora riduzioni dei consumi e delle emissioni senza precedenti.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Vulnerabilit\u00e0 geopolitica:<\/strong> La crisi in Medio Oriente e il rischio legato allo <strong>Stretto di Hormuz <\/strong>espongono l&#8217;Italia a extra-costi energetici che hanno gi\u00e0 superato il miliardo di euro al mese.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Gap di competitivit\u00e0 industriale:<\/strong> Lo spread dei prezzi elettrici e del gas rispetto ai competitor europei continua a penalizzare le imprese italiane, favorendo la deindustrializzazione dei settori energivori.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Sbilanciamento tecnologico:<\/strong> Se il saldo commerciale delle tecnologie low-carbon \u00e8 migliorato grazie all&#8217;export di auto ibride (PHEV), rimane un forte disavanzo strutturale nei comparti chiave del futuro, come i veicoli elettrici puri (BEV) e il fotovoltaico.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La fragilit\u00e0 della nostra posizione \u00e8 riassunta dal nuovo minimo storico dell&#8217;indice ISPRED dell&#8217;ENEA, sceso del 30% su base annua. L\u2019<strong>indice ENEA ISPRED<\/strong> (Indice Sicurezza energetica, Prezzo energia, Decarbonizzazione) \u00e8 lo strumento sintetico utilizzato dall\u2019Agenzia per monitorare e valutare l&#8217;andamento della <strong>transizione energetica italiana<\/strong> sulla base delle tre dimensioni del cosiddetto &#8220;<strong>trilemma energetico<\/strong>&#8220;. Nel rapporto 2025, l&#8217;indicatore evidenzia come la transizione italiana stia perdendo terreno contemporaneamente su tutte e tre le dimensioni del trilemma energetico: sicurezza, prezzi e decarbonizzazione. Senza un&#8217;accelerazione decisa e un riequilibrio dei costi di sistema, il rischio \u00e8 che la transizione rimanga un percorso incompiuto, lasciando il Paese in una posizione di <strong>crescente vulnerabilit\u00e0 economica e strategica.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00b713 apr 2026 L\u2019Analisi Trimestrale del Sistema Energetico Italiano\u00a0per l&#8217;anno 2025, redatta dall&#8217;ENEA, documenta una fase di profonda incertezza e\u00a0stagnazione nel percorso di transizione ecologica. 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