Cosa sono, come funzionano e perché conviene entrarci
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono una forma moderna di organizzazione energetica nata per permettere a cittadini, imprese locali e enti di unirsi per produrre, condividere e consumare energia da fonti rinnovabili in modo collettivo e sostenibile 🌱. Questo modello si basa sulla cooperazione e sulla condivisione dell’energia prodotta, invece di lasciare tutto nelle mani dei grandi fornitori tradizionali.
Cos’è una CER e come nasce
Una CER è un soggetto giuridico autonomo che può essere costituito come associazione, cooperativa o altro tipo di ente con uno scopo chiaramente mutualistico e non speculativo. I membri si organizzano per condividere l’energia elettrica prodotta da impianti a fonti rinnovabili, tipicamente fotovoltaico ma anche eolico, idroelettrico o biomassa. L’energia non “viaggia fisicamente” da casa a casa: grazie alla rete elettrica nazionale viene contabilizzata e attribuita ai consumi dei soci attraverso un meccanismo chiamato condivisione virtuale.
Chi può partecipare
Possono aderire alle CER:
- cittadini
- piccole e medie imprese (la partecipazione non deve costituire la loro attività principale)
- enti locali e autorità pubbliche
- associazioni, enti religiosi o del terzo settore
Non sono ammesse le grandi imprese o le amministrazioni centrali.
Perché le CER sono importanti
L’idea alla base delle CER è semplice ma di grande impatto: produrre e consumare energia rinnovabile vicino al luogo di utilizzo permette di ridurre i costi, abbattere le emissioni di CO₂, migliorare l’indipendenza energetica di un territorio e favorire un approccio collettivo alla sostenibilità. Questo modello non solo incentiva il passaggio alle rinnovabili, ma rafforza anche il senso di comunità e cooperazione locale.
Come funzionano in pratica
Una CER installa impianti a energia rinnovabile (spesso fotovoltaici). L’energia prodotta viene immessa nella rete e, attraverso sistemi di contabilizzazione, viene conteggiata come energia condivisa tra i membri. L’equilibrio tra energia prodotta e consumata si traduce in vantaggi economici perché parte dell’energia “consumata” dalla comunità porta con sé agevolazioni, compresi incentivi riconosciuti dallo Stato.
Gli incentivi in Italia
Per accelerare la diffusione delle CER, in Italia sono stati messi in campo diversi strumenti:
- Tariffa incentivante: una remunerazione economica riconosciuta per energia rinnovabile prodotta e condivisa all’interno della CER, gestita dal GSE, solitamente calcolata e riconosciuta per circa 20 anni.
- Contributi a fondo perduto PNRR: finanziamenti non rimborsabili destinati a CER situate in comuni con determinati requisiti demografici o territoriali, che coprono una parte significativa delle spese per l’installazione di impianti.
- Detrazioni e altri incentivi locali: in alcuni casi le comunità possono usufruire di detrazioni fiscali, sovvenzioni o agevolazioni aggiuntive, in particolare per progetti di impianti fotovoltaici o efficienza energetica.
Gli incentivi sono pensati per coprire costi di installazione, gestione e produzione di energia, e alcuni di essi sono cumulabili tra loro, rendendo l’investimento più sostenibile e attraente.
Vantaggi concreti
Entrare in una CER può portare a benefici immediati e di lungo periodo. Il primo è il risparmio sulla bolletta per chi consuma l’energia prodotta localmente, insieme a incentivi economici legati alla quota di energia scambiata all’interno della comunità. C’è poi un impatto ambientale positivo: sostituendo energia prodotta da fonti fossili con energia rinnovabile si riducono le emissioni di gas serra e si favorisce una distribuzione più efficiente delle risorse energetiche.
Dal punto di vista sociale, le CER possono stimolare l’innovazione locale, creare posti di lavoro e aumentare la consapevolezza verso il consumo responsabile di energia.
Cose da sapere prima di partire
Costituire una CER non è un’operazione istantanea: richiede di definire una forma giuridica, predisporre statuti e regolamenti, e seguire le procedure previste dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per accedere agli incentivi. Inoltre, tutti i membri devono essere collegati alla rete attraverso la stessa cabina primaria, un requisito tecnico che assicura la gestione corretta della condivisione virtuale dell’energia.
Conclusione
Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano una strada concreta per la transizione energetica, che non passa solo attraverso grandi impianti, ma coinvolge attivamente cittadini, imprese e enti locali. In un’epoca in cui il modello energetico sta cambiando profondamente, le CER offrono una via per condividere energia pulita, ridurre costi e costruire comunità più resilienti e sostenibili. Se stai pensando di partecipare o costituirne una, è consigliabile confrontarsi con esperti del settore o consultare risorse ufficiali come il portale del GSE per orientarsi tra le normative e le opportunità disponibili.
























